note
TAV. X.31
Per malattia professionale si intende una patologia che si sviluppa a causa della presenza di stimoli nocivi nell’ambiente di lavoro. Gli agenti responsabili sono tantissimi e spesso i lavoratori sono esposti alla loro azione senza conoscere i rischi a cui vanno incontro (ad es. agenti cancerogeni i cui effetti si notano dopo decenni). Altri fattori di rischio sono legati all’organizzazione del lavoro (ambienti di lavoro carenti dal punto di vista igienico, scarsa manutenzione degli impianti, ecc.). Ad essi si aggiungono fattori legati principalmente al lavoro d’ufficio, in cui si hanno molte tipologie di malattie professionali (difficilmente infortuni), in genere di scarsa gravità, ma importanti per il numero di casi registrati (rischi derivanti dall’uso del computer, da impianti di condizionamento, da infezioni ed asma allergica, ecc.). Dal punto di vista legislativo in Italia dal 1965 esiste un’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e le malattie professionali ed un elenco delle malattie riconosciute con causa professionale, aggiornato nel 2000 (D. Lgs 38/2000, art. 10). È possibile ottenere un risarcimento anche per le malattie non presenti in tale elenco, per cui sia dimostrabile una chiara correlazione tra patologia e attività lavorativa. I dati riportati utilizzano l’ultima codifica Ateco-Istat disponibile (“versione 2007”).
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