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TAV. XVI.32 - Terremoti in provincia di Trento (1982-2021)
AnniNumero episodiMagnitudoProfondità (in km)
MediaMassimaMediaMinimaMassima
1982462,03,110,70,238,6
2000272,23,19,50,761,3
20051652,03,29,50,038,9
20101851,03,08,80,119,8
20154990,94,19,40,716,7
20172500,93,79,00,317,0
20181280,92,78,00,742,1
20191290,83,47,10,019,8
20202510,72,06,40,019,4
20211970,73,58,30,034,8
Fonte: PAT, Servizio Geologico
TAV. XVI.32

Fino al 1990 gli eventi venivano registrati tramite strumentazione di tipo analogico: la scarsa sensibilità del sensore (sismometro) e la bassa dinamica dell'acquisitore (centralina) non permettevano il rilevamento dei terremoti più "deboli". Nel 1991 si è passati ad una strumentazione digitale, che ha permesso la registrazione e localizzazione di sismi con magnitudo di poco superiore allo zero.

Per quanto riguarda la magnitudo:
- Fino al 2008 veniva usata la magnitudo di durata (MD), che considera la durata in secondi del segnale sismico e mediante formula logaritmica la trasforma in un numero puro.
- Dal 2009 in poi si è passati alla magnitudo d'ampiezza (MA) o locale (ML) della scala Richter che prende in considerazione l'ampiezza del segnale sismico, che si esprime attraverso il logaritmo decimale del rapporto fra l'ampiezza registrata da un particolare strumento, il pendolo Wood-Anderson, e una ampiezza di riferimento.